Diritto commerciale - Studio Legale Di Renzo
793
page-template-default,page,page-id-793,page-child,parent-pageid-397,ajax_fade,page_not_loaded,,hide_top_bar_on_mobile_header,qode-child-theme-ver-1.0.0,qode-theme-ver-17.2,qode-theme-bridge,qode_header_in_grid,wpb-js-composer js-comp-ver-5.6,vc_responsive

Diritto commerciale

Recupero crediti

E' sempre il momento giusto per fare la cosa giusta.
Martin Luther King

La crisi economica sta mettendo in ginocchio l’Italia nel quadro globale di uno sviluppo senza occupazione, e cio’ costituisce senza dubbio un problema per le grandi, medie e piccole imprese, che incontrano grandi e serie difficolta’ nell’ottenere la riscossione dei propri crediti. Lo Studio Legale Di Renzo , giustappunto offre assistenza professionale per ottenere il recupero di crediti.

La strada preferibile da percorre nell’attivita’ di recupero crediti, e’ ovviamente quella stragiudiziale, alla quale si sostituisce in via residuale quella giudiziale, allorquando la prima non mostra gli effetti risolutivi. Vi e’ tuttavia da dire, che l’azione Legale viene avviata solo nel caso in cui si ha preventivamente contezza della reale consistenza economica da parte del debitore, ovvero, quando si ha la certezza che esistono beni pignorabili idonei a soddisfare la creditoria, perche’ diversamente si andrebbe incontro a spese esorbitanti che andrebbero solo a ledere e gravare oltre modo la situazione economica del creditore, gia’ compromessa dalla mancata riscossione dei propri crediti.

L’attivita’ di recupero si svolge generalmente in due momenti, il primo inizia con la diffida di pagamento sperando che produca effetti positivi, in mancanza di soddisfazione, scatta il secondo momento che consiste in un atto di citazione, o, in caso di idoneo titolo di credito, in un ricorso per decreto ingiuntivo. Nel caso in cui la scelta ricada sul decreto ingiuntivo, intervongono una serie di altre attivita’ supplementari tutte miranti a completare l’iter esecutivo del recupero crediti, tra le quali:

a) atto di precetto: dopo della notifica dell’atto di precetto, il debitore ha dieci giorni di tempo per pagare. Trascorso tale termine senza che il pagamento sia effettuato, il creditore procede a mezzo dell’Ufficiale Giudiziario a pignorare i beni mobili che rinviene nella disponibilita’ del debitore, puo’ richiedere all’ufficiale giudiziario il pignoramento dei beni del debitore fino a copertura del credito, delle competenze legali, interessi e spese accessorie di legge.

b) istanza di vendita: dopo il pignoramento, il legale chiede al Giudice delle Esecuzioni Mobiliari che siano venduti i suddetti beni con o senza procedura di incanto.

c) altri tipi di procedure esecutive: in caso di pignoramento mobiliare negativo, si possono esperire altri tipi di pignoramento, quello immobiliare e il pignoramento presso terzi. Ovviamente, la materia del recupero crediti e’ molto complessa, ed affinche’ l’iter possa concludersi con esiti positivi e’ importante affidarsi a professionisti esperti.

Lo Studio Legale Di Renzo ritiene poter assolvere l’incarico di recupero con serieta’ e professionalita’, ponendo a base delle strategie difensive l’apporto collaborativo del cliente, spesso a conoscenza ove il debitore custodisce o vanta crediti che possono essere sottoposti a pignoramento, cosi’ da ottenere i tempi rapidi la riscossione dei crediti.

Transazioni con banche e creditori

Non mi giudicate per i miei successi ma per tutte quelle volte che sono caduto e sono riuscito a rialzarmi.
Nelson Mandela

Lo Studio Legale Di Renzo e’ specializzato nella risoluzione di tutte quelle complessita’ che alloggiano all’interno delle aziende in crisi che, purtroppo, hanno i conti in rosso con le Banche e non sono piu’ in grado di soddisfare i creditori.

Lo Studio Legale Di Renzo e’ specializzato nella risoluzione di tutte quelle complessita’ che alloggiano all’interno delle aziende in crisi che, purtroppo, hanno i conti in rosso con le Banche e non sono piu’ in grado di soddisfare i creditori. Cosa fare in caso di esposizione debitoria verso le banche ?

Al debitore piccolo artigiano o grande Azienda in crisi di liquidita’ che si rivolgono allo Studio Legale Di Renzo vengono prospettate varie possibili soluzioni:

Proporre alla Banca una definizione stragiudiziale della debitoria in essere con pagamento immediato attraverso una transazione che preveda ``a saldo e stralcio`` la chiusura tombale della debenza, o, meglio un versamento immediato del 50% dell'importo ridotto e scontato, ed il saldo con pagamento rateale garantito.

In alternativa, proporre alla Banca - in via stragiudiziale - una rinegoziazione dell'intera debitoria con apposito piano di rientro che preveda termini di pagamento piu' lunghi e importi rateali piu' leggeri.

In alternativa ulteriore, proporre la seconda soluzione con aggiunta di una garanzia personale rilasciata da un fideiussore.

Ove non possibile una delle tre soluzioni sopra esposte, si puo’ ricorrere alla procedura di risanamento in materia di “sovraindebitamento” del debitore o del consumatore. Questa soluzione puo’ essere proposta da chiunque, benche’ coperto da un solido patrimonio, si trovi in uno stato di momentanea mancanza di liquidita’, e non possono far fronte puntualmente alle obbligazioni assunte. Questa procedura, infatti, puo’ essere usufruita non solo dalle piccole o medie aziende, ma anche da piccoli artigiani o anche dipendenti, o addirittura da persone che non svolgono alcun tipo di attivita’ lavorativa. Quindi, financo il consumatore che si ritrova con debiti ai quali non riesce a far fronte, può accedere alla procedura di “sovraindebitamento”.

Ovviamente, la procedura per il consumatore e’ un po’differente da quella dell’imprenditore, anche se i presupposti sono piu’ o meno simili, infatti, il piano del consumatore si differenzia dall’accordo del debitore con riferimento al procedimento di omologazione, tanto e’ vero che il piano del consumatore non richiede alcun consenso da parte dei creditori per essere omologato. Il Tribunale, giustamente, prima di concedere l’omologazione deve verificare che il debitore in primis non abbia contratto il debito senza avere contezza di poterlo pagare, o, addirittura abbia lui steso causato il sovraindebitamento.

La procedura e’ quindi possibile ma non affatto semplice, va di volta in volta esaminata la fattibilita’ sotto il profilo della sua intrinseca operativita’. In caso di accoglimento, vengono bloccate sia l’avvio che il prosieguo delle procedure esecutive in danno del consumatore.